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LA QUARTA BATTAGLIA DI CASSINO

 

Per superare il punto morto al quale era arrivata la situazione lungo la Linea Gustav, dal 15 Marzo al 10 Maggio Alexander raggruppa gli effettivi di circa 17 grandi Unità, appoggiate da 600 batterie di 2400 cannoni di tutti i calibri.

Su un fronte d'attacco di una quarantina di chilometri, l'11 Maggio, inizio dell'offensiva, c’è un cannone ogni dodici metri; una concentrazione di armi quale s'era raramente verificata nella Prima Guerra Mondiale, a cui Cassino assomigliava sempre più.

Il raggruppamento delle forze Alleate procede nell'assoluta segretezza e, alla fine dei vari spostamenti, Clark si troverà ad avere più di sette divisioni, di cui quattro francesi, schierate dal Tirreno al Fiume Liri.

Dal Liri agli Appennini il fronte è tenuto dall'VIII Armata agli ordini del Gen. Oliver Leese, con forze equivalenti ad una dozzina di divisioni. Altre sei divisioni sono ammassate sulla testa di ponte di Anzio, pronte a scattare al momento opportuno. Delle oltre ventotto divisioni complessivamente schierate dagli Alleati sul Fronte italiano, quelle adibite alla difesa del settore adriatico sono appena tre.

Davanti a questo schieramento, i tedeschi hanno in campo ventitre divisioni, ma i trucchi escogitati dagli Alleati, tra i quali la minaccia di uno sbarco a Civitavecchia, hanno disorientato così bene il comando germanico che le sue forze sono assai disperse. Nel tratto di fronte dove gli Alleati vibreranno i loro colpi più duri ci sono appena quattro divisioni tedesche, mentre le riserve sono sparpagliate e lontane.

Il piano escogitato da Alexander è semplice; due Armate, la V e l'VIII, operando di fianco tra Cassino e il mare, taglieranno la Linea Gustav e, una volta messa in fuga la X Armata tedesca, si lanceranno al suo inseguimento. A questo punto le forze ammassate nella testa di ponte di Anzio effettueranno una sortita, attaccando ad angolo retto rispetto alla direzione dell'avanzata generale e sbarrando la strada ai tedeschi in ritirata dal basso Lazio sui Colli Albani.

Le forze che si contrapponevano alla vigilia di quella ennesima battaglia per Cassino erano così suddivise:

  

SETTORE ALLEATO

 

V ARMATA

·II Corpo d'Armata ( 85ª e 88ª Divisione Fanteria USA ) nel basso Garigliano, a valle del parallelo di Castelforte.

·I Gruppo Corazzato (3ª Divisione Fanteria algerina, 2ª e 4ª Divisione Fanteria marocchina, 1a Divisione "France Libre", 1°, 2° e 3° Gruppo Tabor e 2° Gruppo Corazzato ) nel settore medio Garigliano, tra Castelforte e S.Ambrogio.

·RISERVA: Comando IV Corpo d'Armata ( 36ª Divisione, inizialmente nella zona dei Campi Flegrei, poi, durante la battaglia, trasportata via mare nella testa di sbarco di Anzio, dove approdò il 22 maggio e 909° Battaglione paracadutisti)

·VI Corpo d'Armata ( 1ª e 5ª Divisione Fanteria britanniche, 3ª, 34ª e 45ª Divisione Fanteria americane, 1ª Divisione Corazzata americana, 1° Special Service Forces, 100° Battaglione Nippo-Americano) sul fronte di Anzio, tra Fosso della Moletta, Carroceto e Canale Mussolini.

 

VIII ARMATA

·XIII Corpo d'Armata britannico (8ª Divisione Fanteria indiana rinforzata dalla 26ª Brigata Corazzata britannica) nel settore del basso Rapido.

·II Corpo d'Armata polacco (3ª Divisione Fanteria "Karpazia", 5ª Divisione Fanteria "Kresowa", 2ª Brigata Corazzata) nel settore del medio Rapido.

·X Corpo d'Armata britannico (2ª Divisione neozelandese, 12ª Brigata Motorizzata, 24ª Brigata Guardie, 2ª Brigata paracadutisti, Corpo italiano di Liberazione) nel settore dell’alto Rapido.

·V Corpo d'Armata britannico (10ª Divisione indiana, 4ª Divisione indiana, 23ª Brigata Corazzata, 7° Gruppo brigate corazzate, Forza "D", composta da 2 Reggimenti di Cavalleria ed elementi vari da ricognizione) nel settore Sangro-Costa Adriatica

·RISERVA GENERALE: Comando I Corpo d'Armata canadese (1ª Divisione fanteria canadese a nord di Capua; 5ª Divisione Corazzata canadese nella zona di S.Agata; 25ª Brigata Corazzata).

 

SETTORE TEDESCO

 

X ARMATA

·XIV Corpo d'Armata - Generale der Panzertruppen Von Senger und Etterlin - ( 94ª Divisione Fanteria - Generale Steinmetz -, 71ª Divisione Fanteria - Generale Raapke - rinforzata dal 131° Rgt Fanteria e dai battaglioni da ricognizione della 41ª e 114ª Divisione Fanteria ) sul Garigliano, tra il mare e la confluenza con il Liri.

·LI Corpo d'Armata da montagna - Generale Feuerstein - ( Gruppo Bode, formato da un Reggimento ed il battaglione da ricognizione della 305ª Divisione Fanteria, un battaglione da montagna ed un battaglione di complementi; 1ª Divisione paracadutisti - Generale Heidrich -, rinforzata da un battaglione da montagna; 44ª Divisione di Fanteria - Generale Franck -, meno un Reggimento ed il battaglione da ricognizione; 5ª Divisione da montagna - Generale Schrank-) tra il Liri e l'alto Rapido.

·RISERVA: 15ª Divisione Panzergrenadier - Generale Rodt - ( 114° Rgt nella zona Itri-Formia; 115° Rgt, battaglione da ricognizione e battaglione carri ) nella zona di Pontecorvo.

·114ª Divisione "Jäger", meno il battaglione da ricognizione; 334ª Divisione Fanteria; 305ª Divisione Fanteria (meno il Reggimento 576° ed il battaglione da ricognizione) nel settore del Sangro.

 

XIV ARMATA

·I Corpo d'Armata ( 4ª Divisione paracadutisti e 65ª Divisione Fanteria ) a nord di Anzio.

·RISERVA GENERALE DEL CORPO D'ARMATA: 90ª Divisione Panzergrenadier (nella zona di Frosinone ); 26ª Divisione Corazzata ( nella zona di Valmontone ); una parte della Divisione Corazzata "Hermann Goering" ( sempre a Valmontone; l'altra parte era a riposo tra Livorno e Firenze); 3ª Divisione Panzergrenadier ( fra Roma ed i Colli Albani ); 29ª Divisione Panzergrenadier ( nella zona di Bracciano).

 

L’ATTACCO FINALE

Per tutto l'inverno 1943-44 i cannoni di Cassino non avevano taciuto quasi mai. Solo il giorno di Pasqua, la mattina, c'era stata una spontanea sospensione del fuoco.

La sera dell'11 Maggio, poco prima dell'ora H fissata per le 23.00, su Montecassino e sulle vallate sottostanti cala un silenzio strano, innaturale.

Dura appena un'ora o due. Alle 23.00 viene squarciato da un rombo assordante di 1600 cannoni che, per quaranta minuti consecutivi bombardano ogni posto comando, ogni batteria, addirittura ogni singola postazione tedesca conosciuta.

La quarta battaglia di Cassino è iniziata. A Nord della città, il Corpo d'Armata polacco tenta di raggiungere l'Abbazia ma viene fermato e respinto. Il XIII Corpo d'Armata britannico, che comprende la 4ª Divisione inglese e l'8ª Divisione indiana, riesce a formare delle piccole teste di ponte oltre il Rapido, ma è poi costretto a lottare con i denti e con le unghie per non perderle. Nel settore della V Armata, solo le truppe coloniali del Gen. Juin avanzano rapidamente verso il Monte Faito, mentre lungo la costa Tirrenica il II Corpo d'Armata americano incontra una tenace opposizione e deve farsi strada palmo a palmo.

Passano una decina di ore; nel pomeriggio del 12 Maggio la situazione è la seguente: all'estrema destra i polacchi sono tornati sulla linea di partenza; all'estrema sinistra gli americani stanno ancora lottando accanitamente per raggiungere i loro primi obiettivi; gli unici che continuano ad avanzare sono i francesi.

Molto lentamente però, anche gli indiani e gli inglesi del XIII Corpo consolidano le teste di ponte oltre il Rapido facendovi affluire mezzi corazzati. Il passaggio del fiume, fondamentale per la presa di Cassino, è riuscito. La pressione alleata continua ad aumentare e al mattino del 13 Maggio comincia a divenire insostenibile per i tedeschi. Aggirata dall'attacco di sorpresa dei francesi e logorata dagli americani, l'ala destra del fronte tedesco inizia a dare segni di cedimento. I francesi prendono Monte Majo, potendo così appoggiare l'avanzata dell'8ª Divisione indiana.

Juin spinge la sua Divisione motorizzata di testa lungo il corso del Garigliano per occupare S.Ambrogio, S.Apollinare e rastrellare la riva del fiume. Il 14 Maggio guadagnano terreno anche le Divisioni del XIII Corpo britannico, mentre i francesi liberano Ausonia; subito dopo Juin lancia i suoi Goumiers sui monti impervi a ovest di Cassino, ritenuti dai tedeschi inaccessibili.

Nel settore della V Armata, le due Divisioni tedesche che si sono trovate a dover sostenere l'attacco di sei Divisioni americane hanno subito perdite elevatissime. Tutto il fianco destro dello schieramento a sud del Liri inizia a sgretolarsi. A nord del fiume invece i tedeschi restano ancora per qualche giorno disperatamente abbarbicati agli ultimi baluardi della Linea Gustav.

Il 15 Maggio il XIII Corpo Britannico raggiunge la strada Cassino-Pignataro e il Gen. Leese porta in linea il Corpo d'Armata canadese per essere pronto a sfruttare il successo.

Il giorno seguente la 78ª Divisione inglese sfonda le difese nemiche e opera una puntata in direzione nord-ovest che la porta sulla via Casilina. Il 17 Maggio i polacchi attaccano a nord dell'Abbazia e riescono stavolta a conquistare le alture a nord-ovest della vetta.

Quella notte, con il favore delle tenebre, gli ultimi paracadutisti tedeschi abbandonano le rovine del monastero e la mattina seguente, 18 Maggio, alle 10.30, mentre gli uomini della 4ª Divisione indiana rastrellano sistematicamente la città, una pattuglia polacca al comando del Ten. Gubriel issa trionfalmente il suo stendardo bianco e rosso sopra l'Abbazia. Bohmler, che in questa storia parla a nome dei tedeschi, scrive:"In contrasto con i comunicati Alleati, c'è da osservare che nè il Colle S.Angelo, né il monte Calvario nè la Cresta del Fantasma furono conquistate dai polacchi. I soldati di Anders misero piede su queste alture intrise di sangue soltanto dopo la ritirata dei paracadutisti tedeschi, dovuta al nuovo assetto dell'intero fronte della X Armata.

I portaordini tedeschi che la sera 17 portarono in linea gli ordini per la ritirata non trovarono che i miseri resti delle loro compagnie. Le perdite dei tedeschi erano state eccezionalmente elevate: della 1ª Compagnia, che si era trovata per ben sei giorni nel punto cruciale della battaglia per Monte Calvario, erano sopravvissuti solo un ufficiale, un sottufficiale ed un soldato.

E così, nella notte del 18 Maggio, i paracadutisti sgombrarono, col cuore pesante, la posizione di Cassino, dove avevano versato tanto sangue. Gli inglesi si trovavano già sulla Casilina e si poteva sfuggirgli solo passando attraverso le montagne. Quando, la mattina del 18 Maggio, il 12° Reggimento Podolsky assalì il convento e penetrò fra le macerie, non incontrò alcuna resistenza, essi trovarono soltanto molti morti tedeschi ancora insepolti, alcuni feriti, curati da infermieri, che non avevano potuto essere trasportati".

Finisce così la quarta ed ultima battaglia di Cassino, costata ad ambedue gli schieramenti oltre 50.000 fra morti feriti e dispersi.           

Ma appena pochi chilometri oltre la Linea Gustav, quella che sembrava essere una rapida avanzata verso la Capitale d'Italia, subiva una prima battuta d'arresto contro i capisaldi che riproponevano la struttura di una nuova linea difensiva: la Linea Hitler, successivamente denominata Senger. Strutturata a legare il massiccio del Monte Cairo con Piedimonte S.Germano, Aquino e Pontecorvo, essa era costituita da una serie di ricoveri in cemento armato, sbarramenti e fossati anticarro larghi ben 10 metri, oltre i quali si trovavano postazioni di artiglieria ben mimetizzate, carri armati, lanciarazzi e ampi campi minati. A causa della difficoltà di movimento dei carri alleati sul terreno fangoso, questi si muovevano quasi esclusivamente su strada, agevolando il compito dei tedeschi.

Più che l'avanzata attraverso la Valle del Liri, in quel momento ciò che preoccupava maggiormente i tedeschi era il rapido procedere attraverso le montagne alla sinistra del fronte dei francesi, i quali già il 17 maggio, dopo aspri combattimenti, avevano liberato Esperia, S.Oliva e, spingendosi velocemente oltre, il Monte d'oro, appena a 7 Km da Pico. A nulla valse lo schieramento dell'ottima 90ª Divisione Panzergrenadier ad arginare la marea dell'avanzata francese, così come l'invio della 26ª Divisione Panzer a limitare la penetrazione a sud di Pico, da dove i Goumiers avrebbero agevolmente potuto raggiungere Ceprano e Frosinone con risultati catastrofici per le truppe tedesche in ritirata dal fronte di Cassino. Tale manovra era infatti contemplata nei piani del Gen. Alexander che intendeva prorompere dalla testa di ponte di Cori, in direzione di Valmontone e quindi verso Roma, mentre la V Armata americana del Gen. Clark avrebbe dovuto piegare verso nord assieme alle truppe francesi e piombare su Ceprano, interrompendo la Via Casilina e bloccando così la via della ritirata dei tedeschi, molti dei quali si trovavano ancora a sud di tale centro.

A sua volta il Gen. Leese, con la sua VIII Armata, sarebbe scattato contro le fortificazioni della Linea Hitler, per distruggere le rimanenti forze tedesche.

Tutto ciò era comunque in contrasto con il pensiero di Clark; perché mai muovere in aiuto dell'VIII Armata quando, ad appena 60 Km dalle truppe attestate sulla testa di ponte di Anzio, poteva congiungersi ad esse ed occupare Roma con un attacco diretto? Roma era il grande premio dell'armata di Clark, tutte le altre operazioni erano per lui di importanza secondaria. Egli era sufficientemente ambizioso per pretendere solo per sé tale premio e ciò si evince dalle sue memorie: "Non solo pretendevamo l'onore di conquistare Roma, ma eravamo convinti di essercelo più che meritato. In un certo senso ciò ci avrebbe compensato dei vani combattimenti sostenuti in inverno contro i tedeschi... personalmente avevo l'impressione che non vi fosse alcun ostacolo in atto che potesse fermare la nostra avanzata verso la Capitale italiana... era anche un nostro desiderio che la gente venisse a sapere che l'operazione fosse stata eseguita dalla V Armata americana ed a che prezzo ". Pertanto Clark non attese oltre e lanciò le divisioni 88ª e 85ª ad occupare il 20 maggio Fondi ed il giorno 23 Terracina.

Di slancio, si spinsero ancora circa 22 Km oltre, ad occupare Roccasecca dei Volsci, senza minimamente preoccuparsi del fatto che le unità, nella loro corsa, erano rimaste totalmente scoperte sui fianchi. Il giorno 25 maggio, le avanguardie dell’85ª Divisione si incontravano presso Borgo Grappa con un gruppo di combattimento del 36° Reggimento del Genio americano, realizzando una stretta via di collegamento tra il fronte di Anzio e quello, fluido, di Cassino.

Con ciò si era nello stesso tempo perduta un'occasione storica; la possibilità di imbottigliare nella Valle del Liri la maggior parte della XIV Armata tedesca, anche se questo avrebbe comportato lo spostamento del principale campo di battaglia intorno a Ceprano. La conquista di questo centro era comunque nell’obiettivo delle truppe francesi di Juin, che stavano spingendosi ora oltre il Monte Leucio ad est di Pico. Di contro i tedeschi avevano schierato le unità della 26ª Divisione Panzer del Gen. Luttwitz, le quali confermarono la fiducia loro riposta bloccando il 19 l'attacco dei francesi. Il giorno successivo Juin manda avanti la 3ª Divisione Fanteria algerina che, dopo accesi combattimenti, si impadronisce della tanto contesa quota inviando in avanti una formazione corazzata che raggiunse il centro di S.Giovanni Incarico, sulle sponde del fiume Liri. A quel punto, un forte contrattacco delle riserve corazzate della 26ª ricaccia indietro gli algerini sia dal monte che dalla stessa Pico, ma il 22, con l'intervento della 4ª Divisione da montagna marocchina, i francesi riprendono definitivamente Pico, anche se vengono fermati poco fuori dall'abitato da alcuni reparti della 334ª Divisione tedesca, richiamata appositamente dal fronte adriatico per dare man forte ai già provati difensori della Gustav.

Nella valle intanto, la 78ª Divisione britannica e la 1ª canadese attaccavano la linea Hitler. Dal 19 al 20 maggio, 400 cannoni martellarono le posizioni tedesche con un ritmo di 1000 granate l'ora. Questa azione di "ammorbidimento" continuò fino all’attacco della divisione canadese. Alle 06.00 del 23 maggio, dopo un fuoco di sbarramento di 800 cannoni che saturarono un fronte di 3000 metri davanti alle posizioni tedesche, il Gen. Burns lanciò avanti la 1ª Divisione, puntando subito a nord di Pontecorvo. Alle sue spalle l'8ª Divisione indiana e la 6ª Corazzata erano pronte a sfruttare un eventuale sfondamento, per attaccaredecisamente a nord di Aquino e procedere a cavallo della Via Casilina.

Alle 12.00 del 24 maggio, a costo di elevate perdite da ambedue le parti, Pontecorvo viene occupata, ma la ostinata resistenza offerta dalla 90ª Divisione tedesca del Gen.Ernst Gunther Baade e dai paracadutisti di Heidrich a nord di Aquino ritardano l'avanzata attraverso la breccia apertasi fino al giorno seguente. Nel frattempo, una brigata corazzata della 5ª Divisione canadese, accompagnata da alcuni battaglioni di fanteria del Westminster Regiment, passa in testa e rapidamente raggiunge il fiume Melfa presso Roccasecca.

Poco a sud-ovest della stazione ferroviaria e, trovato un guado, lo difende per tutta la notte successiva dai contrattacchi dei Granatieri tedeschi. La Linea Hitler era sfondata e la strada per Ceprano era libera. Era giunto il momento per il Gen. Heidrich di abbandonare con i suoi paracadutisti anche il settore del Melfa, se non voleva essere accerchiato dalle punte avanzate alleate.

Intanto, alla 38ª Irish Brigade della 78ª Divisione inglese ed agli indiani dell’8ª Divisione, viene dato l'ordine di prendere la Città di Aquino ed il suo aeroporto, nonchè continuare in direzione di Arce lungo la Statale 6, tallonando così i paracadutisti tedeschi in ritirata. Il 25 maggio l'avanzata della Divisione era aperta dalla 11ª Brigata con il supporto della 9ª Brigata corazzata e, due giorni dopo, il Reggimento irlandese era ancora la punta avanzata, con il 1° Royal Irish Fusiliers in testa verso Ceprano.

La Via Casilina, presso Arce, ad un tratto piega verso Ceprano congiungendosi prima con la S.S.82 e continuando poi verso Frosinone. Il tratto che sovrappone i due percorsi, dal Convento dei Carmelitani alla giunzione con la S.S.82, era il principale obiettivo degli Irish Fusiliers, mentre alla loro destra il Reggimento delle Guardie, appoggiato da unità corazzate della 6ª Divisione iniziava l'avvicinamento ad Arce, dove presso i Monti Piccolo e Grande, i tedeschi avevano apprestato alcune forti posizioni difensive che, tenendo la Via Casilina sotto un incessante fuoco, rendevano difficile l'avanzata alleata.

I tedeschi avevano, a questo punto, una sola possibilità di arrestare l'avanzata alleata. Attorno a Ceprano il fiume Liri procede da nord, in modo quasi parallelo alla S.S.82, mentre la Valle del Sacco continua attraverso Ceccano e prosegue verso Valmontone. Arce poteva essere avvicinata solo attraverso un terreno piuttosto accidentato e le posizioni difensive in questo punto e sulle due vie fluviali potevano proteggere la ritirata della XIV Armata tedesca, che si andava svolgendo proprio lungo le Statali 6 e 82. La sua difesa era quindi molto importante, perché tra l'altro si trattava di tenere aperta la via per Avezzano, lungo la quale doveva ritirarsi del LI Corpo Alpino tedesco. Nelle montagne di fronte al X Corpo d'Armata, i tedeschi iniziarono il loro programma di demolizione nella notte tra il 24 ed il 25 maggio, cosicché il giorno 26, le unità neozelandesi e quelle italiane del Corpo di Liberazione, ripresero l'avanzata lungo l'asse generale Atina-Sora-Avezzano con innumerevoli difficoltà. Era vitale mantenere libero questo settore il più a lungo possibile, onde permettere il ripiegamento delle varie unità provenienti dalla Valle del Liri ed infatti, con demolizioni oculate, campi minati ed azioni di retroguardia, le poche unità tedesche impegnate in tale compito assolsero molto bene all'ordine ricevuto.

Intanto, nei pressi di Monte Piccolo e Monte Grande, ad appena 7 Km da Ceprano, l'avanzata delle formazioni corazzate britanniche venne bloccata dai paracadutisti tedeschi del 1° Reggimento fino al 29 maggio, dopodichè questi si ritirarono e gli indiani poterono assicurarsi anche queste vitali posizioni. In quello stesso istante, i canadesi avevano già preso Ceprano e si stavano spingendo verso Pofi e Frosinone, dando definitivamente il via alla corsa verso Roma, la Capitale d'Italia, che sarebbe stata raggiunta il 4 Giugno 1944.

Il successo sarebbe stato più pieno se Clark avesse rispettato i dettagli del piano originale il quale, si ricorda, prevedeva simultaneamente allo sfondamento della Linea Gustav un attacco in forze dalla testa di ponte di Anzio in direzione dei Colli Albani. Se ciò fosse avvenuto ingenti forze tedesche sarebbero state prese in trappola in quanto si sarebbero trovate la via della ritirata sbarrata. Clark invece, ansioso di rispolverare il suo prestigio dopo le brutte figure rimediate a Cassino ed Anzio, deviò l'asse dell'offensiva delle sei Divisioni scattate da Anzio, dirigendole dritte verso Roma, dove entrò da trionfatore il 4 Giugno 1944.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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