All'epoca della battaglia di Cassino, la
città di Roccasecca (distante poco più
di 20 chilometri dal fronte principale)
era sfruttata dai tedeschi come retrovia
operativa.
La
sua conformazione, infatti, consistente
in una parte alta, addossata alla
montagna, e da una bassa, lungo la via
Casilina, era considerata ideale a tale
scopo per via di una protezione
eccellente e di un'adeguata rete di vie
di comunicazione.
Queste erano costituite, oltre che dalla
Casilina, dalla linea ferroviaria
Roma-Napoli (con una diramazione per la
Sora-Avezzano) e da una strada
(denominata "Tracciolino") che metteva
in contatto la valle del Liri con la
valle di Comino attraversando la catena
montuosa che si sviluppa da Cassino.
Proprio per tali motivi a Roccasecca
erano presenti un cospicuo gruppo di
unità addette ai servizi e di comandi,
come ad esempio la sussistenza e
l'artiglieria. Inoltre, vi si operava lo
smistamento dei rifornimenti per il
fronte, facendo funzionare la stazione
ferroviaria come capolinea dei convogli
che trasportavano le truppe, gli
armamenti e le munizioni poi portate a
Montecassino (via Villa S. Lucia) e
nella zona del monte Cairo-Pizzo Corno-
Terelle (via Colle S. Magno).
LA BATTAGLIA DEL FIUME MELFA
L'attacco alla linea del fiume Melfa
venne organizzato secondo tre direttrici
di avanzata: al centro i reggimenti
“Strathcona's Horse” e “Westminster”; a
sinistra i reggimenti “Carlenton & York”
e “Three Rivers”; a destra la 6ª
divisione corazzata britannica ed il
reggimento “Calgary”.
In base ai rapporti che giungevano dal
fronte, i canadesi della 1ª divisione di
fanteria sapevano che la resistenza
nemica ad est del Melfa non era ben
organizzata, così alle 11:30 del mattino
del 24 maggio le prime avanguardie
iniziarono a puntare sul fiume, senza
attendere di essere raggiunte dal grosso
delle altre forze.
Due ore più tardi, una forza da
combattimento denominata “Griffin
Force”, superata la "Fattoria Mancini",
si diresse verso Roccasecca,
preparandosi per la battaglia. Al
comando c'era il gruppo da ricognizione
del reggimento “Strathcona's”, con il
compito di avanzare velocemente verso il
Melfa. Il resto dell'unità si spostava
con gli squadroni A, B e C, disposti a
destra e sinistra della linea centrale.
Subito dietro lo squadrone
“Strathcona's”, procedeva il reggimento
“Westminster” con un reparto esplorante
composto da carri leggeri “Stuart”. Poco
prima delle 15:00, il gruppo da
ricognizione comandato dal tenente E.J.
Perkins raggiunse il Melfa in un punto a
circa un chilometro a valle
dell'incrocio con la ferrovia.
Approfittando del fatto che il nemico
non li aveva ancora scoperti, i canadesi
fecero attraversare tre carri leggeri e
una quindicina di uomini, disponendosi a
difesa contro l'inevitabile contrattacco
nemico ed attendendo i rinforzi che
seguivano dietro (lo Squadrone "A" dello
“Strathcona's Horse” aveva raggiunto in
quel momento lo stesso incrocio stradale
dove prima era passata l'unità di
Perkins). Questi ultimi però vennero
impegnati in combattimento lungo la via
di avvicinamento al fiume da un certo
numero di carri tedeschi, che
costrinsero l'unità ad ingaggiare
battaglia fino all'alba del giorno dopo,
quando i canadesi riuscirono a
respingere il nemico al di là del Melfa,
perdendo però 17 carri. Intanto la
piccola unità di Perkins restava in
posizione difensiva sulla piccola testa
di ponte oltre il fiume e sperava al più
presto nell'arrivo di rinforzi, perché
temeva che al primo contrattacco il
piccolo drappello di uomini e mezzi
sarebbe stato distrutto.
Il compito di portare aiuto fu affidato
ai fanti del “Westminster Regiment”, che
si trovavano già sul fiume. Sotto un
pesante fuoco di artiglieria, questi
attraversarono il terreno allo scoperto
e si portarono sulla riva opposta.
Subito dopo gli uomini si sparpagliarono
e cominciarono a ripulire piccole sacche
di resistenza tedesca. Alle 4:30 del 25
maggio l'intera compagnia era passata
con la perdita di un solo uomo, unendosi
al piccolo gruppo degli “Strathcona's
Horse”, il quale stava già ingaggiando
una dura lotta nella sua zona. Il
comandante di compagnia, maggiore
Mahony, stabilì il caposaldo nella
“Fattoria Ricci”, conquistata in
precedenza da Perkins; il suo plotone
cominciò a scavare posizioni difensive
lungo il perimetro della testa di ponte
preparandosi all'ormai prossimo
contrattacco tedesco, cosa che si
materializzò verso le 06:00 circa,
quando 4 carri seguiti da una
cinquantina di fanti furono visti
avanzare lentamente lungo un campo
coltivato.
Mahony non disponeva di cannoni
anticarro, ma ordinò comunque ai suoi
soldati di aprire il fuoco appena il
nemico fosse a tiro. Tale reazione
evidentemente fece temere ai tedeschi di
essere di fronte ad una forza molto più
consistente, perché essi interruppero
l'attacco e si ritirarono.
Un'ora più tardi però, il contrattacco
venne rinnovato, rendendo ancora più
critica la situazione dei canadesi. A
questo punto, visto ormai anche il
continuo crescendo dell'artiglieria
nemica che colpiva la zona, Mahony
ordinò a tutti gli uomini di avvicinarsi
al suo caposaldo, così da rendere la
testa di ponte più compatta. Il resto
del reggimento, intanto, chiamato in
avanti dal tenente colonnello Griffin,
aveva raggiunto il Melfa alle ore 05:00
in punto.
L'ufficiale al comando, Colonnello G.C.
Corbould, ordinò alle compagnie "B" e
"C" di attraversare il fiume ed
impossessarsi di alcuni obiettivi
distanti 400 metri, ricongiungendosi poi
con la compagnia "A".
La compagnia "B" passò sotto un pesante
fuoco, circa un chilometro a nord
rispetto alle postazioni di Mahony e
alle 08:30 aveva raggiunto l'incrocio
della ferrovia. Il tentativo sulla
sinistra era invece fallito: il fuoco
dei carri e cannoni tedeschi aveva
sorpreso la compagnia "C" sul terreno
aperto a sud della linea centrale,
obbligandola a fermarsi molto vicino
alle sponde del fiume. Rivedendo il suo
piano, Corbould spedì la compagnia "B"
direttamente nelle postazioni della
compagnia "A" di Mahony. Nell'oscurità,
8 carri pesanti erano stati fatti
scendere dalla ripida sponda est e
manovrando rapidamente lungo
l'accidentato letto del fiume,
raggiunsero la parte opposta del fiume.
La testa di ponte ora sembrava più
sicura e, con la luce del giorno,
Corbould chiamò a sé la compagnia "C"
dalla sua isolata posizione sul fianco
sinistro. In quel momento, tuttavia,
l'artiglieria tedesca si fece più
insistente, provocando varie perdite
alle compagnie canadesi al di là del
Melfa; il maggiore Mahony fu ferito alla
testa e alle gambe, ma continuò a
comandare il reparto. Prima di
mezzogiorno del 25 maggio, gli irlandesi
assaltarono il principale incrocio
stradale tenuto dai tedeschi, mentre,
contemporaneamente la compagnia "C"
fuoriusciva sulla destra della testa di
ponte. Lo squadrone "C" del “British
Columbia Dragoons”, di supporto agli
Irlandesi lungo il fiume, incontrò la
potenza di fuoco degli anticarro nemici
e perse sette carri; ma la fanteria
riuscì a progredire nello slancio. Nel
giro di un'ora entrambi i battaglioni
stavano mantenendo la strada laterale,
1000 metri ad est del fiume e la
battaglia per l'attraversamento del
Melfa poteva dirsi vinta.
Altre unità della 11ª Brigata fanteria
ora allargavano la testa di ponte. Nel
tardo pomeriggio del 25 maggio, il “Cape
Breton Highlanders” (con il supporto
dell'8° “Princess Louise Hussars”)
avanzò di 200 metri e, a notte fonda, il
“Perth Regiment” si era spinto in avanti
sul loro fianco sinistro.
Gran parte del merito del successo
dell'azione si deve alla ricognizione
operata dagli uomini dello “Strathcona's
Horse”, che conquistarono il primo punto
d'appoggio, nonché alla compagnia "A"
del “Westminster Regiment”, che mantenne
la testa di ponte e la mise al sicuro
per diverse ore dalla forza nemica, di
gran lunga superiore per armi e potenza
di fuoco. Sull'estrema sinistra del
fiume, rispetto all'azione descritta, le
cose andarono diversamente. Il 24
maggio, il comandante dell'8° “Princess
Louise Hussars”, Colonnello F.D. Adams,
condusse il gruppo di battaglia
costituito dal suo reggimento, da due
squadroni del “Royal Canadian Division”,
uno squadrone del “Three Rivers
Regiment” ed il Reggimento “Carleton &
York” lungo la strada per il fiume, a
nord-ovest di Pontecorvo.
L'avanzata fu lenta perché tale forza fu
impegnata da piccole sacche di
resistenza nemica in una serie di
scontri durante tutto il giorno, ed il
consolidamento per la notte arrivò
quando ancora il Melfa distava circa due
chilometri. Alle prime luci del 25
maggio, l'avanzata continuò e gli uomini
del “Carleton & York” scoprirono un
posto per guadare a circa 1000 metri
dalla confluenza dei fiumi. Con la
copertura di cannoni e di carri, la
compagnia "D" fece un veloce
attraversamento che colse di sorpresa i
tedeschi del 361° Grenadier Regiment.
Cominciò un fuoco di sbarramento lungo
il fiume e le restanti compagnie di
fucilieri ebbero dure perdite durante
l'attraversamento. A mezzogiorno circa,
la formazione corazzata del “Three
Rivers Regiment” si unì al “Carleton &
York” in un campo di grano pianeggiante
ad ovest del Melfa, ma granate e colpi
di mortai tennero sotto tiro i soldati
per tutto il giorno e le perdite
aumentarono. Fu poi stabilito un
contatto con la 5ª divisione sulla testa
di ponte e al crepuscolo la tensione si
allentò. Il “West Nova Scotia Regiment”
con i suoi carri attraversò quindi il
Melfa e si stabilì alla sinistra dei
“Carleton & York”. Al crepuscolo le
postazioni canadesi ad ovest del fiume
si estendevano dal Liri alla linea della
ferrovia, posta nell'abitato di
Roccasecca Scalo. Ormai la battaglia del
Melfa poteva considerarsi finita; i
punti di attraversamento erano stati
resi sicuri dal continuo afflusso di
rinforzi canadesi, i cui carri e
fanterie oramai sciamavano nella
campagna circostante ripulendola dalle
sacche di resistenza tedesche.