"La presenza di un carro armato risalente alla Seconda
Guerra Mondiale sul greto del fiume Tusciano aveva ormai
assunto i contorni di una leggenda metropolitana. Negli anni
scorsi, a seguito di una segnalazione della presenza del
relitto di un veicolo proprio sotto il ponte della Speranza,
le associazioni "Mubat" ed "Avalanche 1943", da anni
impegnate nella ricerca storica sulla Seconda Guerra
Mondiale, si sono immediatamente attivate per verificare la
veridicità della segnalazione e per identificare l’eventuale
veicolo e cercare di capire come fosse finito li.
Il
sopralluogo dello storico Pasquale Capozzolo rivelò la
presenza dei resti di un carro armato tedesco Panzer IV, un
veicolo molto diffuso nell’esercito tedesco durante tutto il
secondo conflitto mondiale. Il relitto risultava in buona
parte inglobato nel cemento del basamento del ponte, e le
uniche parti visibili erano la parte posteriore destra della
torretta, dove era collocata lacupola del capocarro e una
piccola porzione dell’angolo posteriore destro dello scafo,
mentre il resto del veicolo era sotterrato e coperto da uno
strato di cemento. Mancava all’appello la cupola del
capocarro, uno degli sportelli laterali della torretta e la
scudatura addizionale della torretta.
I ricercatori hanno quindi avviato degli studi negli archivi
locali ed esteri, trovando una corrispondenza nell’archivio
dell’Imperial War Museum in Inghilterra dove sono conservate
alcune foto che ritraggono dei genieri inglesi mentre
costruiscono un passaggio provvisorio sul ponte distrutto e
il veicolo caduto dall’argine nord del fiume con la parte
anteriore in parte sommerso dall’acqua del Tusciano e in
parte ricoperto dai detriti caduti dall’alto, probabilmente
durante la pulizia della strada dalle macerie. Altre invece
immortalano alcuni civili mentre attraversano il fiume
utilizzando i detriti adiacenti al carro per non bagnarsi.
Il relitto risultava già danneggiato e mancante della cupola
del capocarro, della scudatura addizionale della torretta.
L’attuale posizione in cui si trova il relitto richiede
approfonditi studi tecnici per valutarne un eventuale
recupero, inoltre, nel caso si procedesse a tale operazione,
occorrerebbe una struttura che si occupi della conservazione
del reperto storico dopo il restauro, per evitare, come nel
caso di precedenti ritrovamenti, che il reperto venga
collocato fuori dal territorio comunale, sottraendo alla
cittadinanza una preziosa testimonianza della propria
memoria storica. Le associazioni hanno prodotto una
relazione dettagliata che è stata poi inviata alle autorità
competenti per la tutela del reperto e ovviamente vige il
divieto a chiunque di porre in essere attività o azioni tese
ad alterarne lo stato attuale. Sarebbe opportuno non
rimuovere il mezzo fino a quando non ci saranno le
condizioni ideali per il suo recupero e soprattutto della
sua conservazione a beneficio della cittadinanza di
Battipaglia. Questa resta comunque una scoperta di grande
valore storico, che mantiene viva la memoria di un tragico
periodo vissuto dal nostro territorio, quello
dell’Operazione Avalanche.
Il 9 settembre 1943 dalle spiagge del litorale di
Battipaglia le avanguardie della 56a divisione inglese in
poche ore raggiunsero la periferia di Battipaglia
spingendosi rapidamente verso il centro della cittadina
incontrando fin da subito la resistenza delle unità
tedesche. Per circa una settimana gli scontri per il
controllo del paese furono violenti e le perdite di uomini e
mezzi da ambo le parti furono ingenti. Inoltre i
bombardamenti aerei e terrestri avevano martoriato l’area
distruggendo il 90% degli edifici e stravolgendo sia il nodo
ferroviario che le principali arterie stradali. Quando i
combattimenti per Battipaglia cessarono la cittadina era un
cumulo di macerie con cadaveri e veicoli distrutti
disseminati ovunque, era giunto il momento di ricostruire.
Le ipotesi avvalorate dai ricercatori hanno prodotto alcune
congetture: il carro armato fu distrutto prima di finire nel
fiume per mano dei genieri inglesi, probabilmente ostruiva
l’accesso al ponte, oppure era caduto nel fiume durante il
bombardamento del ponte. La zona del ritrovamento fu teatro
di aspri combattimenti tra gli inglesi della 167ª Brigata e
i tedeschi della 16ª Divisione Panzer che erano equipaggiati
proprio con questo tipo di veicolo. Successivamente altre
unità tedesche e inglesi si contenderanno la zona in
questione, ed anche queste unità germaniche erano
equipaggiate con quel tipo di veicolo. Quindi risalire
all’unità di appartenenza al momento non è possibile, anche
perché lo stato del veicolo non presenta numeri o simboli
riconducibili all’unità di appartenenza".